sabato 9 gennaio 2021

Valentina Bazzani: il Covid è arrivato - senza permesso - anche a casa mia

di Manuela Romitelli

È un periodo storico quello che stiamo vivendo, un periodo che non dimenticheremo. Siamo abituati a convivere, ogni anno, con vari virus e batteri che cercano di invadere il nostro corpo. Ma questo virus, il Covid-19, come ha cambiato le nostre esistenze? Attualmente siamo a quota +88,1 mln di casi conclamati nel mondo e +1,9 mln di decessi. Fortunatamente, però, ci sono persone che hanno contratto il virus e ce l'hanno fatta. Voglio raccontarvi la storia di Valentina BazzaniValentina è una giornalista, vive in provincia di Verona, convive con una malattia genetica e ha avuto un incontro ravvicinato con il temutissimo Covid-19. 

"Questo è un virus davvero subdolo: erano mesi che stavo vivendo l'isolamento e i miei familiari hanno sempre avuto la massima attenzione, eppure il Covid è riuscito comunque ad arrivare in casa mia". Con queste parole Valentina ci invita a riflettere sulla forza di questo virus. 

Quando hai iniziato a non sentirti bene, quali sintomi hai avuto? 

"Appena ho scoperto la positività dei miei genitori, ho dovuto cercarmi un alloggio in cui poter vivere l'isolamento, cosa non semplice dipendendo totalmente dagli altri. Grazie al cielo sono stata accolta dai miei zii, che mi hanno ospitata in una camera a casa loro. Dopo qualche giorno però è cominciato un forte mal di gola, accompagnato da dolori alle ossa e una strana debolezza. Ho avvertito telefonicamente il medico curante e richiesto di fare nuovamente un tampone, anche se dal precedente erano passati solo cinque giorni. L’esito stavolta era positivo. A quel punto mi sono consultata con medico di base, neurologo e alcuni specialisti: l'unica soluzione sensata, a quel punto, era tornare a casa, tenendo monitorata la situazione giorno per giorno".

In quale giorno hai saputo di essere positiva? 

"Era il 14 dicembre, anche se i primi sintomi sono arrivati qualche giorno prima". 

Nel momento in cui hai avuto l'esito positivo del tampone cosa hai provato e soprattutto qual è stata la tua preoccupazione più grande? 

"Quando scopri di essere positivo ti crolla il mondo addosso: arriva immediatamente la paura di come potrà evolversi la malattia. Il pensiero è andato a tutte le persone che non ce l'hanno fatta e a chi sta lottando in qualche corsia d'ospedale". 

Cosa diresti a chi nega l'esistenza del Covid? 

"È impossibile negare l'innegabile. Questo virus esiste e l'ha dimostrato prepotentemente a tutto il mondo. È tempo di mettere da parte l'egoismo, leggere, informarsi, guardare un telegiornale. È assolutamente necessario rispettare le regole, l'uomo non è un'isola e non può vivere recando danno al prossimo. Solo insieme potremo uscire da questa emergenza".

Quali sintomi hai avuto durante tutto il periodo? 

"I sintomi sono stati diversi e sono cambiati ogni giorno. Grazie al cielo si sono mantenuti gestibili da casa".

Sei favorevole al vaccino? 

"Assolutamente sì, in questo momento è la nostra unica speranza. Senza i vaccini molte malattie non si sarebbero mai estinte, pensiamo ad esempio alla poliomielite". 

In questo lungo periodo di lockdown quali sono le cose che ti sono mancate di più e quali sono le cose che farai per primo appena sarà possibile?

"Vivere la normalità: dalle relazioni al lavoro, dal tempo libero ai progetti. Personalmente però, posso dire di essere stata piacevolmente sorpresa dalla vicinanza di alcune persone che, con un messaggio o una chiamata, mi hanno accompagnata in questo periodo in salita. È proprio vero che l'amicizia si manifesta nelle difficoltà".

Il 2020 ci ha ricordato che la vita è un dono effimero, che può interrompersi da un momento all'altro, forse con maggiore consapevolezza, ecco, il 2021 invece cosa pensi che ci lascerà? 

"Credo che chi si trova a vivere una situazione di fragilità, questa consapevolezza la porti con sé da sempre. Ogni giorno è un dono prezioso, da vivere con stupore e meraviglia. La pandemia ha ricordato a tutti questo imperativo: nulla di ciò che abbiamo è scontato. Cosa ci auguriamo per questo nuovo anno? Certamente una rinascita, una nuova possibilità, un ritorno alla normalità. Occhi al cielo e speranza nel cuore". 

Cosa auguri a te stessa?

"Di poter tornare a riprendere in mano la mia vita, la mia splendida quotidianità. Il 2020 è stato un tempo sospeso per tutti". 

In che giorno hai avuto esito negativo e qual è stato il primo pensiero? 

"Il 31 dicembre. Ho pianto di gioia, è stata una liberazione pazzesca". 



Immagine di Valentina Bazzani
  


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