mercoledì 16 dicembre 2020

Da Castelli a San Pietro, un presepe che rinasce

di Manuela Romitelli

La Natività è stata rappresentata, da sempre, dalla figura di san Giuseppe, la santa Vergine e il Bambin Gesù. Nel 1220, in Italia, fu san Francesco d'Assisi a portare a Greccio - piccolo comune in provincia di Rieti - la prima rappresentazione della Natività. Perché Greccio? Perché gli ricordava Betlemme. 

La Natività è stata rappresentata in tantissimi modi, soprattutto nell'arte. Possiamo ricordare il primo presepe scultoreo, realizzato da Arnolfo di Cambio, inanimato commissionato da papa Niccolò IV, nel 1291, proprio per celebrare il presepe di Greccio. 

Ma come non ricordare il presepe raffigurato da Giotto, a Padova, nella Cappella degli Scrovegni, un presepe con dettagli molto naturalistici. 

Nel 400 seguirono Botticelli, Lippi, Piero della Francesca, il Correggio, i fratelli Della Robbia, e tanti altri che grazie al loro estro e alla loro passione diedero vita a raffigurazioni pittoriche e scultoree della Natività. 

L'arte è qualcosa che non si può non esprimere attraverso i propri sentimenti. Cosa ci dà il senso di appartenenza a un'opera d'arte? Possono essere vari fattori, tra i quali il gusto personale, il proprio sapere, il valore affettivo che ci lega a un pezzo artistico e tanto altro. 

Il termine "presepe" deriva dal latino praesaepe, che significa mangiatoia. 

Nel 700 ci fu lo sviluppo del presepe nelle case, ma parliamo dei borghesi e dei nobili, finché nacquero i presepi napoletani (oggi conosciuti in tutto il mondo), bolognesi e romani. A Napoli ci fu una vera e propria competizione a chi faceva il presepe più bello. 

Ma facciamo un lungo salto temporale arrivando nel 1965, anno in cui in un piccolo paese di montagna, Castelli (Teramo), sito alle pendici del Gran Sasso d'Italia, dove alcuni professori e allievi dell'Istituto d'Arte, diedero vita al presepe monumentale in ceramica, realizzato in modo corale e finito nel 1975. Esattamente dieci anni di lavoro. 

È un presepe moderno, composto da 54 statue, molto originali. Sono pezzi unici, che hanno girato un po' per il mondo, arrivando a Gerusalemme, Betlemme e Tel Aviv. Durante questi spostamenti alcune statue sono state danneggiate, ed è per questo che c'è voluto un lungo lavoro di restauro che ha permesso l'esposizione a San Pietro in Città del Vaticano. Pertanto sarà possibile ammirare una parte del presepe monumentale di Castelli fino al 10 gennaio 2021, insieme all'albero di Natale donato dalla Slovenia. 

Lasciamoci catturare dall'emozione di ciò che rappresenta la Sacra Famiglia, la nascita di Colui che viene a salvare le nostre anime, e per chi non fosse credente, è pur sempre una magia da custodire nel cuore. 

Perché tutti ne abbiamo bisogno. 

visitcastelli.it


Immagine del presepe di Castelli TE
                                           


Immagine del presepe di Castelli esposto a San Pietro 
                                   

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