giovedì 1 ottobre 2020

L'incanto della luna rossa, il primo romanzo fantasy di Andrea Bes

di Manuela Romitelli 


Lui è Andrea Bes, 45 anni il prossimo 5 novembre, residente a Giaveno, un piccolo centro in provincia di Torino. 

Ho già avuto modo di intervistarlo in passato per il suo primo libro "La battaglia contro il nulla", pubblicato il 14 ottobre 2016 da Echos Edizioni, un racconto autobiografico che attraversa tutte le fasi della sua vita, a tratti difficile ma battagliera, a causa della sua convivenza con la SMA (Atrofia muscolare spinale) di tipo 3. Andrea è tornato alla ribalta per aver scritto "L'incanto della luna rossa", pubblicato il 20 luglio 2020 da Echos Edizioni, il suo primo romanzo fantasy, ricco di sorprese, ambientazioni fantastiche, personaggi che lasciano il lettore orfano. 

"Anticonvenzionale e introspettivo, "L'Incanto della luna rossa" è il fantasy che non ti aspetti, un romanzo che sovverte intenzionalmente le regole di un genere noto e apprezzato" queste sono le parole dell'editore che introducono il libro

"L'Incanto della luna rossa" è il tuo primo romanzo fantasy, a cosa ti sei ispirato per scrivere questa storia? 

"Sì, questo è il mio primo vero e proprio romanzo fantasy, in realtà in passato ho pubblicato due favole all’interno della raccolta “Racconti dal Piemonte” ma si trattava appunto di favole e non romanzi. Il mio amore per questo genere nasce da Tolkien, il mio scrittore preferito, ed inoltre amo fantasticare con la mente quindi il mio approccio verso questo genere è stato istintivo e naturale. Ho tentato di scrivere una storia nuova senza far riferimento a nulla in particolare, soprattutto ad altri romanzi o film di questo genere e mi auguro di esserci riuscito. Naturalmente, in maniera del tutto inconscia, qualche riferimento c’è, ad esempio la valle di Nahen, nella quale si svolgono le vicende, ricorda molto la valle in cui vivo io". 

Pensi di scrivere un seguito? O comunque di proseguire su questo genere? 

"Avendo immaginato un mondo nuovo, con luoghi e personaggi ben definiti, col tempo devo ammettere che mi ci sono affezionato, quindi la risposta è sì, è mia intenzione scrivere uno o due seguiti. Se poi la mia fantasia mi porterà a scriverne di più, o a scrivere dei prequel, questo non lo so ma tutto è possibile. Penso di proseguire su questo genere. Il mio primo libro trattava di disabilità ma, salvo eccezioni, ho abbandonato quella strada. Il perché ha due motivi: il motivo principale è che io, sin dal principio volevo scrivere fantasy e quindi voglio seguire il mio sogno. Il secondo motivo è che ci tengo a far capire che noi disabili possiamo occuparci anche di altri argomenti, e non solo di disabilità come purtroppo molti pensano". 

Il titolo del libro è stato difficile da trovare? 

"No, non è stato difficile. Ho individuato gli elementi principali della vicenda e li ho inseriti nel titolo. Per quanto riguarda il termine “incanto”, per non utilizzare parole di uso frequente, e che avrebbero reso piuttosto anomalo il titolo del mio romanzo, ho cercato dei sinonimi di “magia” e “incantesimo”, tra i vari risultati quello più particolare, solitamente poco utilizzato, ma soprattutto che “suonava meglio” nel titolo e che piaceva di più a me era “incanto”, quindi non ho avuto dubbi". 

Quanto tempo hai impiegato per scrivere la storia? 

"Ho impiegato circa un anno. Ci tengo a ricordare che la bozza della trama e uno dei capitoli (che nel romanzo definitivo è diventato il capitolo numero sette) li scrissi cinque anni fa. Poi le vicende mi portarono a scrivere “La battaglia contro il nulla”. Dopodiché, la voglia di scrivere fantasy era troppo forte, quindi ho iniziato a scrivere dei brani riguardanti i personaggi principali, brani che poi ho inserito nel testo. Infine, un  anno fa ho ripreso tutti questi miei appunti, ho iniziato a lavorarci definendo bene la trama e i capitoli e ho dato vita al romanzo". 

La copertina del libro raffigura una donna che tiene in mano una sfera, cosa rappresenta?

"La donna in copertina è Gullveig, una delle protagoniste della vicenda, qui rappresentata da giovane. Sulla sua mano si libra una luna rossa. Il tutto avvolto da questo fumo grigio, o nebbie, per dare un aspetto magico all’immagine". 

È stato più facile o più difficile scrivere questo romanzo rispetto al primo libro autobiografico?

"Devo dire che è stato più difficile scrivere questo romanzo. Il motivo credo che sia semplice: scrivere il primo libro, essendo appunto autobiografico, è stato più semplice perché dovevo descrivere situazioni o sentimenti che mi riguardavano. Inoltre c’erano parecchie cose che mi tenevo dentro e che non vedevo l’ora di esternare. Per quanto riguarda il romanzo invece si trattava di inventare una storia dal nulla, inoltre, se si vuole ottenere un bel risultato, i luoghi e i personaggi devono essere ben definiti, questo per renderli “vivi” e credibili. Se poi ci aggiungiamo che era la prima volta che mi cimentavo nella stesura di un romanzo, potete capire che sia stato molto impegnativo come lavoro". 

Dicono che il genere con cui uno scrittore si immerge in realtà è uno spaccato del proprio carattere, ti ritrovi in questo?

"Amo fantasticare con la mente e da sempre amo tutto ciò che riguarda questo genere: libri, film, cartoni animati o fumetti. Quindi il fantasy fa parte di me da sempre e vi ho fatto spesso ricorso per estraniarmi dalle difficoltà che la mia disabilità mi comportava, un modo per viaggiare e vivere quell’avventura che la mia malattia non mi permetteva di fare". 

Vorresti lanciare un messaggio a chi non ha ancora letto il tuo romanzo?

"Tentando di non essere troppo autoreferenziale, posso dire che il mio romanzo può rivelarsi una lettura piacevole e adatta a tutti, di tutte le età e anche ai non amanti del genere. È scorrevole e ricco di colpi di scena, con particolare attenzione al carattere dei personaggi e qualche passaggio che richiama alle favole classiche. Ma ciò che lo discosta dalla maggior parte dei fantasy è che non è particolarmente lungo, si tratta di circa 200 pagine e questo ritengo che lo renda fruibile a tutti". 

Famiglie SMA

Comune di Giaveno

Echos Edizioni


Copertina del libro 


Immagine di Andrea Bes

© RIPRODUZIONE RISERVATA 













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