venerdì 17 luglio 2020

Tutto il mio folle amore, un ragazzo con autismo che vive contro gli stereotipi

di Manuela Romitelli


La conoscenza è alla base di ogni rapporto, soprattutto tra un padre e un figlio. 

"Tutto il mio folle amore" per la regia di Gabriele Salvatores, racconta la storia di un ragazzo con autismo che, dopo varie circostanze, conosce il suo vero padre e insieme vivono una nuova avventura che li porterà a conoscere il mondo, il loro mondo. 

Vincent è un ragazzo di 16 anni che vive con la madre e il marito della madre che ha deciso di adottarlo prendendosene cura. Mario lo coccola, gli legge Edgar Allan Poe per farlo calmare, gli racconta storie fantastiche che prendono forma con i suoi travestimenti da lupo indiano sotto improbabili tende costruite con il lenzuolo. 

Mario gli vuole bene, come se fosse suo figlio. 

Una sera arriva Willy, il padre naturale di Vincent, non l'aveva mai conosciuto e non sapeva nulla di lui, nemmeno del suo autismo. 

Sapeva soltanto di avere un figlio e di volerlo conoscere. 

Willy è un cantante, viene chiamato il "Modugno della Dalmazia" e la sua dimora è in giro per il mondo. 

Quella sera mentre discute con Elena e Mario, appare Vincent che subito si aggrappa a lui chiamandolo Willipoi. Il giorno dopo Willy parte per fare dei concerti fuori dall'Italia e durante il viaggio si accorge di Vincent che si era nascosto nel suo furgone e senza pensarci troppo decide di portarlo con sé. Da quel momento i due imparano a conoscersi e a volersi bene. 

I loro mondi, apparentemente molto distanti, diventano sempre più vicini. 

Un giorno arrivano a casa di un amico e Vincent trova un computer dove inizia a battere sui tasti. Il padre lo vede e si avvicina, con grande stupore si accorge che riesce finalmente a comunicare, quindi prova a fargli delle domande che trovano risposta. 

"Vincent ha paura delle parole", "Vincent è bloccato", "Vincent vuole bene a Willipoi", e da lì tutta una serie di frasi che lo mettono in connessione col mondo esterno. 

Il film è uscito in Italia ad ottobre del 2019. Nel cast troviamo Claudio Santamaria nel ruolo di Willy, il padre naturale del ragazzo; Valeria Golino nel ruolo di Elena, la madre; Diego Abatantuono nel ruolo di Mario, marito di Elena e padre adottivo di Vincent; infine Giulio Prenna, nel ruolo di Vincent, attore esordiente che Salvatores ha fortemente voluto. 

Il film è ispirato al romanzo "Se ti abbraccio non aver paura" di Fulvio Ervas, che racconta la vera storia di Andrea e Franco Antonello, rispettivamente figlio e padre. 

Ha avuto una candidatura al David di Donatello. Affronta con leggerezza il tema della disabilità, senza pietismi né un pizzico di retorica. Quasi due ore di spensieratezza, risate e riflessione, con un finale per nulla scontato. 

Viene affrontata anche la sessualità, in modo divertente e originale. 

Ci sono i cieli stellati, le melodie e una malattia presa di petto, ingredienti necessari per dire "no" alla tristezza. 

Locandina del film "Tutto il mio folle amore"

*Questo testo è stato pubblicato su DM 200, rivista nazionale UILDM - Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare


© RIPRODUZIONE RISERVATA 


Nessun commento:

Posta un commento