mercoledì 22 luglio 2020

Salvatore Leonardo, nemmeno il Covid ferma le mie attività

di Manuela Romitelli


Visto il periodo che stiamo vivendo, molte attività sono state sospese, e naturalmente anche i servizi assistenziali per le persone con disabilità. 
Per molte famiglie è stato massacrante dover rinunciare alle terapie, all'assistenza, a quelle poche cose che alleviano la fatica quotidiana di quanti hanno un componente familiare con disabilità più o meno gravi. 
La quarantena imposta dal Governo è stata difficile per tutti, ma molto più intollerabile per queste famiglie. Tuttavia non tutti si sono fermati, ci sono state realtà che hanno continuato - pur con i dovuti accorgimenti - a svolgere le proprie attività. 
A questo proposito abbiamo voluto sentire la voce di Salvatore Leonardo, 55 anni, residente ad Arzano e attuale presidente della Sezione UILDM di Napoli. 

Come è stata la sua quarantena? 
"La quarantena per me è stata un momento di riflessione. Sono riuscito ad organizzarmi sul territorio, in modo che i soci e le persone bisognose non si lasciassero andare, abbiamo avuto molti alti e bassi, come penso un po' per tutti. Personalmente non ho mollato e ho continuato a svolgere la mia attività e questo mi ha aiutato molto a livello psicologico, tanto che quando rientravo a casa mi sentivo gratificato e con la voglia di ripartire più forte di prima".

Ha avuto problemi con le terapie? 
"No, nessun problema, ma questo perché sono seguito dai medici dell'Ospedale Monaldi di Napoli, che mi tengono in cura da tanto tempo".

Come vi siete organizzati con la Sezione? 
"I nostri soci, come ho già detto, non li abbiamo mai abbandonati, grazie anche ad alcuni volontari che da anni ci supportano. Abbiamo distribuito pacchi solidali, mascherine (circa 5.000) sia per i soci bisognosi che per le altre famiglie. Invece, in occasione della Pasqua, i volontari del Servizio civile hanno preparato dei lavoretti per i nostri ragazzi e siamo riusciti a consegnarli porta a porta". 

In che modo avete affrontato l'emergenza sanitaria? 
"Abbiamo usato le protezioni di sicurezza come prima cosa, poi abbiamo sanificato sia la nostra sede che i pulmini. Ci siamo muniti di mascherine e guanti usa e getta. Tutto questo per cercare di proteggere noi stessi e gli altri, come disposto dal Governo". 

La Sezione UILDM di Napoli ha preso parte al progetto di realizzazione del nuovo Centro 
NeMo che sarà operativo a partire da ottobre, all'ospedale Monaldi di Napoli. 
Un grande e importante traguardo per le persone con malattie neuromuscolari, questo Centro va ad aggiungersi agli altri Centri NeMo già esistenti, quelli di Milano, Roma, Messina e Arenzano (Genova). 


Immagine di Salvatore Leonardo 


*Questo testo è stato pubblicato su DM 200, rivista nazionale UILDM - Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare ed è stato aggiornato per questo Blog. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA 












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