domenica 31 maggio 2020

Daniela Iannone, il thriller è la mia casa

di Manuela Romitelli


Daniela ha scritto quattro libri, quattro thriller. E presto uscirà il quinto. 

Ha frequentato il liceo artistico, per poi iscriversi alla facoltà di Psicologia, ma non ha mai finito gli studi perché “la scrittura mi ha chiamata” mi ha detto. 

Le parole sono la sua forza, la sua identità: “le parole le immagino come un puzzle, un Tetris, qualcosa di meccanico che messe al posto giusto danno via a un ingranaggio che dà vita a qualcosa di sinfonico. Quando scrivo immagino di essere un direttore d’orchestra”.

Andiamo per gradi, facciamo un viaggio tra le parole che l'hanno portata a creare i vari personaggi dei suoi romanzi. 

Il suo primo libro viene pubblicato nel 2003, “Il volto dello specchio” edito da Albatros. “Prima Elena, poi Margot. Due morti collegate al filo della prostituzione e un caso difficile per l'ispettore Valerio Cordaro. Tra gli indiziati un insospettabile onorevole, un giovane poliomielitico e un meccanico violento, coinvolti in un giro a luci rosse. Ne "Il volto dello specchio" corrono paralleli i nodi dell'indagine, da sciogliere, e i chiaroscuri della natura sessuale di Cordaro, destinati, forse, a essere risolti. Un thriller in cui la realtà si mostra molteplice e poliedrica come le facce del cubo di Rubik: vari colori si mescolano per poi ricomporsi in un ordine armonico”.

ll secondo libro è stato pubblicato nel 2015, “Il veleno dei santi”, edito da Albatros. “Fin dai primi rilievi era subito apparso evidente che l'omicidio della giovane Irene Padovani avesse qualcosa di diverso dai casi di ordinaria amministrazione: nessuna traccia di violenza sessuale, morte avvenuta per avvelenamento, ma presenza di una vistosa ferita alla testa. Il commissario Cordaro, con l'aiuto dell'ispettore Cruciani, inizia a scavare nelle abitudini della ragazza e scopre che era solita passantre il tempo a chattare con persone sconosciute, una delle quali, probabilmente, le aveva dato appuntamento poche ore prima della sua morte. Quando, pochi giorni dopo, un'altra giovane viene uccisa in circostanze analoghe, il commissario inizia a sospettare la presenza di un serial killer, che sceglie le sue vittime in base a un sistema molto singolare. Pian piano, ogni tassello del mosaico inizia a trovare il suo posto, rivelando un disegno tanto ingegnoso quanto spietato; nel frattempo, una presenza inquietante inizia a minacciare lo stesso commissario, rischiando di mettere in pericolo anche le persone a lui vicine”. 

Il terzo libro viene alla luce nel 2016, “Liebesträume, sogno d'amore”. “La fitta coltre di nebbia che impediva di vedere il cielo, a qualsiasi ora del giorno, era davvero insolita. C'era chi lavorava tutto il giorno in miniera e quindi non ci faceva caso, chi scrollava le spalle non curandosene e c'era una vecchina che con le sue carte aveva letto che il colore che l'aria aveva da un mese fosse senza ombra di dubbio un cattivo presagio. Qualcosa di terribile stava per succedere nel castello di Cassano D'Adda, i Tarocchi dicevano sempre la stessa cosa: sangue e dolore. Ma anche se si sapeva a chi sarebbe successo, il corso ineluttabile del destino non si poteva cambiare, non si poteva fare nulla. Nella nebbia si celava la malvagità e l'avidità di un uomo crudele e la commovente storia d'amore senza tempo della contessina Miranda Varriale e del giovane Laerte. Passato e presente si intrecciano, un incubo si trasforma in un sogno d'amore che, nelle dolci note melodiche e romantiche di "Liebesträume" suonato al pianoforte, ci riporta nell'Ottocento anche se si dovrà aspettare oltre 150 anni perché il sogno si realizzi”.

Il quarto libro "Ossessione" è stato pubblicato nel 2019. "Gemma Nocentini è una scrittrice di successo. I suoi libri, che raccontano storie d'amore intense e travolgenti, sono sempre in cima alle classifiche e venduti in molti paesi esteri. Ma la fama non porta con sé automaticamente la felicità". 

Oltre alla scrittura quali sono le tue passioni? 

“Leggo moltissimo. Mi piace andare al cinema, ci vado almeno due volte alla settimana. Ho un amore per tutto ciò che è british. Londra è la mia seconda casa! Ci vado ogni volta che posso. Non mi stanca mai. Sono arrivata a pensare che in un'altra vita, mi abbiano portata via contro la mia volontà. Allo stesso modo amo la mia città. Sento spesso il bisogno di andare in centro e gironzolare per gli antichi vicoli e mescolarmi ai turisti”.

A chi vuole intraprendere la strada della scrittura, cosa diresti? 

“Direi che non è una cosa che si sceglie di fare. Tutti noi nasciamo con delle potenzialità. Ognuno è predisposto per
Essere e non per fare.
Se la scrittura è una cosa talmente grande da farti credere di poterla chiamare lavoro, non si ha bisogno di consigli, altrimenti è un hobby e anche in questo caso non si ha bisogno di consigli”. 

La tua malattia, la Sma di tipo 2, ha influito in qualche modo sulle tue scelte?

“Mi ha senz'altro limitato nei movimenti; mi costringe a riposare quando non vorrei; ad avere bisogno di qualcuno che faccia le cose per me. Ma non ha mai influito sulle mie scelte. Credo fermamente che anche senza la Sma sarei la stessa identica Daniela. Ho sempre fatto tutto ciò che il mio essere mi ha portato a desiderare. Ho fatto tutto, in maniera diversa ma tutto. Non ho mai pensato se potessi o no fare qualcosa, ma solo a come farla”. 

C'è qualcosa che hai fatto e che non rifaresti mai? 

“Ubriacarmi al mio compleanno. A parte gli scherzi, no. Anche le cose che mi hanno fatto soffrire molto, non dico che le rifarei ma non le cancellerei. Anche se soffro a ripensarci, fanno parte di me. Sarebbe come strappare delle pagine di un libro. Di una cosa mi rimprovero però. Non aver detto più volte "ti voglio bene" a mio padre che non c'è più da quattro anni. Ho dato per scontato che lo avrei rivisto il giorno dopo, ma quel giorno non c'è stato”.

Hai un sogno nel cassetto? 

“No, ho degli obiettivi”. 

Stai scrivendo un altro romanzo? 

"Al momento sto lavorando a un thriller molto diverso dagli altri. Mentre i precedenti si concludevano con un'indagine investigativa, questo posso definirlo al contrario perché è visto dagli occhi dell'assassino e si vive la storia in modo diverso. È un omicidio che non verrà mai risolto. Mi manca poco, posso dire che è quasi finito e spero di poterlo ultimare prima della fine dell'anno. Per molto tempo mi sono chiesta se dovessi inserire il periodo storico in cui stiamo vivendo nel mio libro. Se i personaggi avrebbero dovuto indossare la mascherina e lavarsi le mani con il gel disinfettante. Sono rimasta molto a chiedermi questo ma poi ho deciso che non voglio essere influenzata, non voglio che l'idea del mio libro cambi a causa di quello che sta succedendo e poi, forse il motivo principale, è che migliaia di storie verranno fuori dopo questo periodo, migliaia di libri verranno scritti sull'argomento e io non voglio dimostrare di non avere altre idee se non quelle suggerite dalla situazione". 

Come hai gestito la quarantena? 

"La quarantena non ha avuto troppi effetti negativi sulla mia quotidianità. Non facevo molta vita mondana prima e non uscire non è stato un trauma da dover gestire. A volte mi assaliva il timore che non sarebbe mai finita. Non riuscivo a credere che una cosa del genere stesse succedendo davvero. Il mondo fermo. Le città deserte, la gente lontana. Ma poi cercavo di impegnarmi su tante cose. Ho letto. Ho scritto. Ho guardato film. Ho fatto il pane e la pizza con mia madre. Ho piantato pomodori e rose rosse in giardino. Mi mancavano cose semplici come una passeggiata in centro o un gelato a piazza di Spagna. Mi mancava la mia città come era. Mi è mancata la possibilità di viaggiare, guardo con nostalgia le foto dei viaggi precedenti e mi chiedo come sarà la vita da adesso in poi. Fin quando ci saranno le conseguenze. Ho sempre pensato di non aver abbastanza tempo da poter fare ciò che amo e questo virus sembra me ne abbia tolto ancora di più. Mi ha tolto tempo per fare cose, tempo che non tornerà più. Non ha influito sul mio presente con una quarantena, ma sul mio futuro perché in ogni modo la mia malattia è andata avanti e il tempo in questo caso non si recupera".


Copertina del libro "Il veleno dei santi"


Immagine di Daniela Iannone
  

*Questo testo è stato pubblicato su DM 197  (Rivista Nazionale UILDM ) ed è stato aggiornato per questo Blog. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA 



 







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